L’agrifoglio

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È un arbusto sempre verde, molto rustico e resistente, originario dell’Europa centrale e meridionale e di parte dell’Asia; il nome botanico è Ilex aquifolium; il fogliame è di colore verde scuro, e questi arbusti presentano una particolarità peculiare: le foglie giovani e nella parte bassa dell’arbusto sono munite di spine acuminate, che rendono il margine fogliare ondulato; le foglie più vecchie e nella parte alta dell’arbusto invece hanno margine lineare e hanno perso le spine, e quindi sono di forma ovale. In primavera l’agrifoglio produce piccoli fiori; trattandosi di una pianta dioica alcuni agrifogli hanno solo fiori maschili, di colore giallastro, mentre altri agrifogli hanno solo i fiori femminili, di colore bianco o rosato. Solo i fiori femminili lasceranno il posto ai frutti: delle drupe tonde, di dimensioni minute e di colore rosso. Gli agrifogli vengono coltivati da secoli in Europa, sia come piante ornamentali, ma soprattutto come piante auguranti, in quanto anticamente già gli antichi romani utilizzavano rami di questa pianta come ornamenti propizi durante le festività del solstizio d’inverno; questo uso si è mantenuto fino ai giorni nostri, visto che l’ilex aquifolium viene utilizzato per decorate le case nel periodo natalizio; il colore vivace del fogliame e delle bacche rosse, velenose per l’uomo ma appetitose per gli uccelli, sicuramente rende questa pianta molto gradevole, soprattutto nel giardino invernale, quando la maggior parte delle altre piante sono grigie e senza fogliame; nel bosco gli agrifogli spiccano solo in inverno, perché per il resto dell’anno passano del tutto inosservati. Considerata una pianta magica ancor prima che arrivasse il Natale cristiano, da sempre è simbolo di fertilità e buon auspicio per l’anno nuovo, e viene utilizzato come porta fortuna. Nei riti pagani, infatti, veniva associato alle feste dedicate al solstizio d’inverno, periodo che segna il riallungarsi delle ore di luce, e veniva festeggiato come simbolo della rinascita e della ripresa dopo l’oscurità invernale. Anche nel cristianesimo, l’agrifoglio mantiene una particolare connotazione: alle sue foglie infatti si associano alla corona di spine di Gesù, e le bacche rosse al suo sangue.

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