Il terremoto non c’è, ma il turismo orvietano crolla lo stesso

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L’informazione internazionale sul sisma sta provocando un baratro allarmante nelle prenotazioni turistiche autunnali. Mentre la Regione stanzia 200 mila euro per una compagna informativa, ad Orvieto c’è chi passa al contrattacco.

Allarme turismo a causa del terremoto, o meglio dell’immagine distorta che del sisma passa su molti mezzi di informazione. La prima avvisaglia di quello che minaccia di concretizzarsi come un rovinoso smottamento la si è avuta già alla fine della settimana scorsa con la disdetta di una serie di prenotazioni alberghiere da parte di comitive e singoli turisti americani. Gli Stati Uniti rappresentano, al momento, il paese maggiormente a rischio di disdetta per Orvieto, probabilmente a causa dell’inevitabile approssimazione e genericità che ha accompagnato le notizie in merito al terremoto e alla sua identificazione geografica. In città il terremoto non ha fatto alcun danno. Ma un conto è la realtà, un altro conto l’immagine di essa che passa sui mezzi di informazione internazionali. In fondo, la zona del terremoto dista 180 chilometri dalla città e per chi apprende la notizia dell’altra parte dell’oceano la differenza tra Orvieto e Amatrice non è molto significativa. Tra gli albergatori serpeggia un comprensibile timore, anche perchè il 2015 si era chiuso con perfomance turistiche decisamente buone, e Orvieto, nel primo semestre dell’anno, aveva fatto registrare il maggior incremento percentuale di presenze di tutta la regione, anche grazie al Giubileo straordinario. Ora quei risultati importanti rischiano di essere vanificati per una questione esclusivamente comunicativa. Capire nel dettaglio di cosa si parla quando si parla di luoghi lontano da noi migliaia di chilometri non è mai semplice per nessuno e il turista statunitense tipo non fa eccezione. E’ tutta l’Umbria in realtà a correre questo rischio paradossale, cioè quello di dover subire un importante danno economico sotto forma di crollo del turismo quando in realtà i danni reali del terremoto sono stati limitati e circoscritti. E’ per fronteggiare questo pericolo di tipo comunicativo che la Regione ha stanziato 200 mila euro con lo scopo di realizzare una corretta informazione, soprattutto sui social network.Mentre le istituzioni umbre stanno pensando a quale strategia adottare per mettere in campo una sana “controiformazione” che possa riequilibrare gli errori grossolani che i mass media di tutto il mondo stanno procurando al turismo regionale con false notizie sui luoghi del terremoto, c’è chi ha già messo l’elmetto ed è sceso in trincea. La trincea è quella virtuale, ma decisiva del web e la guerra è combattuta a suon di informazioni brevi e corrette per cercare di ridurre l’impatto di quella visione apocalittica prodotta da giornali, televisioni, radio e giornali on line di tutto il mondo che lasciano intendere un’Umbria devastata dal sisma. Il David che ha impugnato la tastiera contro i Golia dell’approssimativa informazione globale si chiama proprio come il personaggio biblico, David Tordi. Da quando si è diffusa la notizia delle disdette nelle prenotazioni alberghiere e ristorative da parte dei turisti americani (e non solo), David ha iniziato ad usare varie piattaforme internet per raccontare, in lingua inglese, le cose come stanno. Questo il messaggio che David sta diffondendo in internet. “A tutte le persone che hanno in programma una visita nel centro Italia e ad Orvieto. Orvieto, tutta la regione Umbria e il resto dell’Italia centrale sono sane e salve dopo il terremoto che ha coinvolto un’area circoscritta di pochi chilometri. Abbiamo avvertito le scosse distintamente ma non è stato arrecato alcun danno, solo un sacco di paura e gente per le strade. Vedi mappa allegata. Purtroppo i media internazionali non stanno fornendo una copertura completa e una corretta informazione in tutto il mondo. Per chiarire: Orvieto è situata a 108 miglia dalle zone del terremoto e in una zona geologica completamente diversa. Dopo il terremoto, qui tutto è ancora funzionante”. L’iniziativa intrapresa da David che lavora come tour operator, ricalca quella per la quale la Regione ha stanziato 200 mila euro con lo scopo di sostenere una campagna informativa a livello internazionale per contrastare gli effetti nefasti che i mass media internazionali stanno producendo in Umbria, creando allarmismo e danni al turismo che potrebbero rivelarsi enormi. Quello che David invita a fare è dare una informazione corretta sui fatti realmente accaduti. Dopodiché, chiaramente, ogni visitatore deciderà di testa sua, come è sempre stato.

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