Madre Teresa di Calcutta: il lungo viaggio verso la santificazione

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Tutti noi abbiamo e avremo sempre un’immagine ben precisa di Madre Teresa: una piccola donna vestita di bianco e d’azzurro, con la faccia sorridente e la mano tesa verso il prossimo. Ma quanto è costato alla piccola suorina arrivare fino alla santificazione, avvenuta il 4 settembre 2016? Sicuramente molto. Nata Anjeza Gonxha Bojaxhiu, in Albania, riceve, grazie alla madre Drane, un’istruzione pari a quella di un uomo, fino a quando, la famiglia resa povera dalla morte del padre Kole. Esule dall’Albania a 18 anni perché considerata “spia del Vaticano” a causa della sua vocazione, Anjeza completò il suo il noviziato presso le suore lauretane a Darjeeling, ai piedi dell’Himalaya, dove imparò inglese e bengali e si impratichì come infermiera. Il nome “Teresa” è stato da lei voluto in onore della santa francese Santa Teresa di Lisieux. Stanziata inizialmente in un convento di Calcutta, ebbe nel 1948 l’autorizzazione da Papa Pio XII di poter vivere al di fuori delle mura del monastero per poter assecondare la sua vera chiamata: aiutare i lebbrosi, i moribondi, gli storpi. Abbandonato l’abito nero, si appropriò del sari, il tipico abito delle donne indiane, Teresa curava i malati per strada, avendo solo poche nozioni di medicina e ben pochi fondi a disposizione. I primi aiuti infatti consistevano nel lavare i malati con acqua e sapone per salvarli dalle infezioni. Mendicava cibo e medicine per strada e si preoccupava dell’istruzione dei bambini, istituendo scuole improvvisate sotto gli alberi, scrivendo numeri e lettere sulla terra con dei bastoncini. Nel 1950 con un decreto della Santa Sede nasceva la Congregazione delle “Missionarie della Carità”: con un contorno di sole 12 consorelle e di uno stile di vita sobriamente francescano, nasce la figura di “Madre” Teresa. In questo momento, come un paradosso, inizia la sua crisi mistica, resa pubblica solo 10 anni dopo la sua morte. Paolo VI in visita a Bombay ammirò stupefatto l’opera di Madre Teresa e al momento di partire le lasciò in dono la lussuosa cabriolet fornitagli per i suoi spostamenti. Teresa mise la macchina all’asta e investì il ricavato per sostenere la sua nuova struttura assistenziale: il grande lebbrosario Shanti Nagar (“Città della pace”). Quando il documentario “Qualcosa di bello per Dio”, posò gli occhi sull’opera di carità di Teresa nel 1969, il filmato realizzato dal documentarista inglese Muggeridge, inizialmente inutilizzabile perché girato in pessima qualità di luce ma in sede di montaggio “miracolosamente” perfetto, fece il giro del mondo e da lì a breve le 12 missionarie divennero migliaia e nacque anche un ramo maschile e due laici dell’organizzazione. L’impegno dilago su 4 continenti, assistendo orfani, malati di Aids, profughi e alluvionati. La fame che giunse fu immensa: incontri presso la Casa Bianca, collaborazioni con Lady D, e l’Onu ai suoi piedi. I suoi viaggi di speranza e assistenza continuarono e si spinsero in Libano, a Chernobyl, in Etiopia e in Armenia. Nel 1979, a consacrarne la statura internazionale era già arrivata l’epocale consegna del Nobel, dove si era presentata con il classico abito bianco, sfidando il freddo di Oslo. Quando nel 1997 l’anziana suora spirò, papa Wojtyla forzò i tempi ecclesiali e a soli 2 anni dalla morte (anziché i 5 canonici) fece aprire il processo di beatificazione. Per rendere possibile tutto ciò, non essendo Madre Teresa una martire, occorreva un miracolo, che arrivò nel 1998 quando l’indiana Monica Besra, povera e induista, segnata da una diagnosi di cancro incurabile, lasciò un costoso ospedale per affidarsi alle cure gratuite di una casa delle Missionarie della Carità, dove pregò strofinandosi sul corpo un’immaginetta di Madre Teresa. Il giorno dopo il male era scomparso. Un mistero clinicamente inspiegabile, ma accettato dal Vaticano che elevò nel 2003 Madre Teresa “agli onori degli altari”. Riguardo alla sua crisi interiore, ben conosciuta dalla Chiesa, la risposta fu data da Albert Huart, padre spirituale della religiosa, che così descrisse il tormento interiore di Madre Teresa: “Periodi di desolazione e travaglio spesso sperimentati da anime molto avanti nel cammino della santità”. Un percorso di santità che si aprì nel 2005 e si conclude oggi, nella storica data del 4 settembre 2016.
† Non capiremo mai abbastanza quanto bene è capace di fare un sorriso †
(Santa Madre Teresa di Calcutta)

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