La terra trema e ora si litiga sulla geotermia

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La prima scossa, quella più forte, si è avvertita alle 22 e 24. Il terremoto di magnitudo 4.1 gradi della scala Richter ha avuto l’epicentro a Castelgiorgio ed è stato avvertito con forza ad Orvieto così come in tutta la zona compresa tra il lago di Bolsena, il Viterbese e gran parte del comprensorio orvietano. La notte di lunedi 30 maggio sarà difficile da dimenticare per tutti coloro che vivono tra Castelgiorgio, Castelviscardo, Orvieto, Acquapendente, Ficulle, Bolsena, Fabro, Baschi, Grotte di Castro e Porano. La gente è scesa in piazza in preda ad una paura che da queste parti è piuttosto sconosciuta tranne nella zona dell’Alfina che venne colpita da un sisma distruttivo nel 1956. E’ stato infatti nell’area intorno a Castelgiorgio che la gente ha anche avvertito il forte boato che ha accompagnato la prima scossa a cui ha fatto seguita una seconda di assestamento a mezzanotte e 35. L’istituto nazionale di geofisica ha localizzato ad una profondità di quindici chilometri l’epicentro del primo movimento sismico mentre il secondo, pari ad una magnitudo di 1,7, si è prodotto ad otto chilometri sotto il suolo. La sala operativa della protezione civile di Orvieto si è immediatamente attivata ed è stata operativa per tutta la notte, fornendo informazioni e rispondendo a decine di telefonate. Ad Orvieto non si sono registrati danni anche se la gente è scesa immediatamente in strada e c’è stato anche chi vi ha trascorso qualche ora mentre all’Alfina ci sono stati piccoli distacchi di cornicioni, crepe nelle pareti di alcuni edifici ed altri piccoli e sinistri ricordi del passaggio sismico. Il giorno successivo si è verificata una nuova scossa intorno alle 11 e 30 di 3.4 gradi in conseguenza della quale il sindaco di Orvieto ha disposto la chiusura di tutte le scuole anche per oggi. I danni maggiori sono stati registrati in alcune abitazioni di Castel Giorgio i cui proprietari hanno trascorso la notte fuori casa, Danneggiata anche la chiesa parrocchiale.

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