Appello a Renzi contro l’ampliamento della discarica

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Adesso si rivolgono direttamente al presidente del Consiglio Renzi. I promotori del comitato contro l’ampliamento della discarica hanno illustrato le loro posizioni in occasione di una conferenza stampa che si è svolta alla Camera dei deputati e alla quale hanno preso parte esponenti di diversi partiti e movimenti. L’occasione è servita per richiamare l’attenzione del Governo sul tema dell’ampliamento che, per diventare definitivo, attende ora il via libera da parte del ministero dell’Ambiente e della Regione, quest’ultima apertamente schierata a favore del progetto dell’azienda Acea e contro la volontà unanime della città. Nell’ultimo periodo la governatrice Marini ha parzialmente corretto il tiro, ma i pareri tecnici emessi dalla Regione sono favorevoli all’ampliamento. “Il Governo regionale non si è ancora espresso con chiarezza sulla vicenda. La richiesta di ampliamento prevede che la discarica possa restare attiva sino al 2035. La discarica ha anche la possibilità di ospitare rifiuti speciali nella misura del 10% della sua capienza residua” afferma il comitato che rilanci anche il gravissimo allarme legato alla presenza del mercurio nel fiume Paglia. “Recentemente, a seguito di studi realizzati dall’università di Firenze dipartimento di scienze della terra e analisi dell’Arpa regionale, si è riscontrata nel fiume una importante presenza di mercurio che ha compromesso la fauna ittica. Gli studi scientifici parlano di una zona compromessa con forti quantitativi di metilmercurio contenuti nelle acque e nei sedimenti del Paglia e Tevere. Gli stessi studi confermano la presenza di mercurio che sfocia nel mare Tirreno causando la contaminazione di 400 chilometri quadrati di costa. La presenza di mercurio è determinata dalle ex cave di Cinabro dell’Amiata, attive sino alla fine degli anni ’80. Si tratta della terza miniera per importanza europea che contribuisce all’inquinamento del territorio. Nell’area dell’Amiata sono in corso le prime opere di bonifica, nessun progetto di bonifica è attualmente immaginato per il territorio dell’orvietano e per quello della bassa valle del Tevere”. L’obiettivo del comitato è quello di chiudere la discarica entro il 2020, così come deciso dall’Unione europea.

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